Alla fiera di Parma quest’anno c’era una parola scritta più di tutte le altre, e non era “camper”. Era SLIM. Sui parabrezza, sui cartelli, nei nomi dei modelli, con la stessa insistenza con cui compare sui jeans e sui vasetti di yogurt. Quando una parola passa dal reparto abbigliamento al reparto veicoli ricreazionali, il sospetto è d’obbligo: sta descrivendo il prodotto o sta descrivendo noi?
La promessa, lo dice la fiancata e non noi, è che un camper stretto passa dove gli altri non passano, si guida quasi come un’auto, pesa meno e consuma meno. Intanto resta uno scatolone alto quasi tre metri, e pesante.
Quanto è slim uno SLIM
Un profilato normale è largo 2,30 o 2,35 metri. Uno SLIM sta poco sopra i 2,15, e c’è chi sul cofano ha scritto “2,1”, arrotondando dalla parte che fa comodo. La differenza è di quindici o venti centimetri: lo smartphone con cui state leggendo, diviso sui due lati. Accanto a un muro possono farsi sentire. Su una strada che non era per il camper, no. E gli specchi, che nessuno scrive sulla fiancata, restano larghi uguale.
Cosa c’è dentro la dieta
Siamo tornati a casa e abbiamo aperto le schede tecniche di quattro costruttori presi dal mucchio, mettendo ogni volta lo stretto accanto al largo della stessa casa, stessa pianta. Il cartello di Arca diceva “20 cm più stretto, 10 cm più basso” dei suoi profilati, che però sono lunghi mezzo metro in più: l’America Compact non è un America a dieta, è un altro camper. Messo accanto all’Arca della sua lunghezza, il compatto è più basso di venti centimetri, di cui quattro dentro e sedici sotto il pavimento, dove prima c’era il doppio pavimento passante, la cosa per cui l’Arca di Pomezia si è fatta un nome. Non hanno abbassato il camper, hanno tolto il pavimento sotto al camper. E il letto sopra la cabina, da matrimoniale, è diventato un singolo.
Gli altri tre hanno tagliato allo stesso modo, ognuno in un posto diverso. McLouis ha tolto la larghezza al letto sopra la cabina, come Arca. Benimar l’ha tolta alla dinette. Giottiline l’ha tolta ai passaggi intorno al letto, perché un letto a isola in 2,15 metri sta bene sul cartello, anche se poi bisogna passarci di fianco. Il passo, in tutte e quattro le coppie, è identico. I chili in meno ci sono, ma vengono da un letto, un posto, i litri d’acqua, il pavimento che non ci sono più: sono chili tolti, non chili risparmiati. E in nessuno dei quattro cataloghi la fiancata dice dove hanno tagliato.
Si guida come un’auto
Incrociare un pullman su una provinciale: dieci centimetri per lato possono aiutare. Fare manovra: no. In manovra decidono lunghezza, passo, sbalzo e specchi, e il passo è lo stesso. Un profilato largo 2,15 e lungo sette metri resta lungo sette metri: la dieta è sui fianchi, non in lunghezza. Se il problema è il parcheggio sotto casa, togliere larghezza non lo risolve; se è la paura di quello che succede dietro, servono gli ingombri in testa e un po’ di pratica. E la prova dal concessionario dev’essere su strade come le nostre: un giro sulla tangenziale vuota alle tre del pomeriggio ci dirà soltanto che il motore funziona.
Chi vuole guidare con meno tensione ha una ragione seria, e non è da deridere: il camper deve essere guidabile da tutto l’equipaggio. Il marketing però sta comodo in mezzo: vende rassicurazione a chi ha paura e conferme a chi non vuole ammetterla.
A chi serve
Se dobbiamo trovargli un senso, l’unico vantaggio che riusciamo a cogliere è per chi fa spesso strade con i muretti a bordo carreggiata e passaggi stretti nei paesi. E nemmeno per tutti loro: noi crediamo che il test non richieda un concessionario. Se ci vengono in mente tre passaggi precisi, con un nome e un muretto, lo SLIM potrebbe avere un senso. Se ci viene in mente “così andrò dappertutto”, quella non è un’esigenza, è lo slogan che ci ha già raggiunti.
Per tutti gli altri: chi ha bisogno di larghezza compra un van, che sta a 2,05 e non a 2,15; chi ha bisogno di spazio compra un profilato, che si tiene il letto grande e il pavimento. Lo SLIM sta dieci centimetri sopra il primo e venti sotto il secondo, e per quei venti chiede rinunce da van senza dare ingombri da van. Il prezzo lo lasciamo a voi: quello in centimetri, litri e letti è scritto sopra, e vale per qualunque cifra.
L’integrale a dieta

Poi c’è Itineo, che ha fatto anche l’integrale compatto. Ci siamo saliti: uno di noi, che slim non lo è mai stato, con le spalle si è incastrato e con il resto è passato al pelo. I venti centimetri li abbiamo trovati lì, senza bisogno del metro. L’integrale è la forma che vive di larghezza: la cabina diventa salotto, il parabrezza finestra, il letto scende dal soffitto. Restringerlo è come comprare un attico per il panorama e murare la vetrata: si paga il sovrapprezzo dell’integrale, al listino e dal carrozziere, per avere meno spazio proprio dove l’integrale lo regala. Se il problema è il muretto, la risposta si chiama profilato e costa meno. Se il problema non è il muretto, allora il problema era la parola.
Non è nemmeno una novità: McLouis presentava la Serie 300 Slim già nel dicembre 2024. Nuova è la quantità. Il resto di quello che abbiamo visto a Parma, dieta compresa, è nel bilancio del Salone del Camper 2026.



















