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Viaggi

Romantische Straße in camper: quando la Germania ti sorprende dove meno te lo aspetti

Mappa illustrata della Romantische Straße, la Strada Romantica della Germania da Würzburg a Füssen: 29 tappe e 460 km in stile vintage

Ci sono viaggi che organizzi per arrivare da qualche parte, e poi c’è quella strada che si mette di traverso — nel senso migliore possibile — e ti fa capire che il percorso vale più della meta.

Stavamo tornando da Bad Kissingen, dove eravamo andati per l’Abenteuer & Allrad, e, guardando la mappa, ci siamo accorti che con pochissima deviazione potevamo imboccare uno degli itinerari più famosi d’Europa. La logica del viaggiatore ha fatto il resto: “Siamo già qui, il viaggio di ritorno non è scritto da nessuna parte — perché non prenderci qualche giorno in più?”

Quella scelta ha trasformato un normale rientro in uno dei tratti di viaggio che ricordiamo meglio. E lo ricordiamo bene anche per quello che guidavamo.


Il nostro “camper” — una premessa necessaria

Prima di raccontarvi borghi medievali e castelli da fiaba, è giusto che vi diciamo una cosa. Perché il mezzo con cui abbiamo percorso la Romantische Straße non era esattamente quello che la maggior parte delle persone immagina leggendo la parola camper.

Era un Fiat Doblò, camperizzato con le nostre mani e con una buona dose di ingegno.

Nel baule viveva un letto componibile: una volta aperto, 120×190 cm di spazio per dormire — dignitosi, comodi, nostri. Una volta ripiegato, spariva completamente, lasciando intatti tutti e cinque i posti a sedere. Sotto il piano del letto, uno scaffale organizzato con le eurobox — quelle casse grigie impilabili da magazzino, robuste e modulari — suddivise per funzione: guardaroba, cucina, cambusa, abbigliamento. I coperchi piatti delle stesse casse facevano da tavolini di appoggio la sera. I vetri? Oscurati con pannelli termici a ventosa fatti su misura, che la sera trasformavano l’abitacolo in un piccolo rifugio privato.

Per cucinare avevamo un fornelletto Campingaz Twister — salvaspazio, affidabile, si attacca direttamente alla bombola — con le bombole CV470 a baionetta, quelle che non si forano per smontarle: quando dormi nello stesso ambiente dove cucini, non è un dettaglio da poco. Pentole e padelle antiaderenti in un set compatto, piatti e posate in acciaio inox — perché l’acciaio si lava in un secondo con poca acqua, e quando sei in viaggio ogni gesto risparmiato è prezioso. Per la luce notturna all’interno, una lampada da emergenza ricaricabile appoggiata sul portaoggetti del Doblò: rivolta verso il soffitto, diffondeva una luce morbida su tutto l’abitacolo. La ricaricavamo in marcia con un mini inverter collegato all’accendisigari — due prese schuko per la lampada e le batterie della fotocamera, le USB per gli smartphone. I sacchi a pelo Ferrino li avevamo entrambi, ma col clima mite della Baviera d’estate ne abbiamo aperto uno solo, usato come coperta matrimoniale.

E sì: quella foto del Doblò all’Abenteuer Allrad — la grande fiera del fuoristrada e dell’avventura che avevamo visitato durante il viaggio — ci fa ancora ridere con affetto. Nell’area sosta erano parcheggiate Land Rover preparate per l’Islanda, Unimog da spedizione, camper expedition con pneumatici da trattore e tende sul tetto. E poi c’eravamo noi, col Doblò. Il veicolo più piccolo dello Stellplatz, senza ombra di dubbio.

Quella sera però eravamo lì come tutti gli altri: seduti sui nostri sgabellini pieghevoli — quelli che in viaggio occupano zero spazio e la sera diventano il tuo salotto — con la lanterna sul coperchio di un’eurobox a fare da tavolino e da punto luce. Qualcuno si è avvicinato a curiosare. Quando hanno visto l’interno del Doblò, la reazione è stata sempre la stessa: “Ma come avete fatto a stare lì dentro? Bellissimo e mai vista una soluzione come la vostra!” Con molta organizzazione e zero rimpianti, abbiamo risposto.

Perché il campeggio — quello vero, quello che conta — non ha una taglia minima. La libertà di fermarsi quando vuoi, di aprire il portellone sul tramonto, di fare il caffè seduti sul bordo del letto mentre fuori il mondo si sveglia piano: quella è uguale per tutti. Cambia solo la cilindrata, non l’emozione.

Ve lo diciamo perché forse anche voi state pensando che vi manca ancora qualcosa per partire. Un van più grande. Un camper vero. Il momento giusto. Ecco: nel 2012 noi avevamo un Doblò e la Romantische Straße. Ed è stato più che abbastanza.


Ma cos’è esattamente la Romantische Straße?

Se non l’hai mai sentita nominare, immaginala così: una delle strade panoramiche più famose d’Europa, 460 chilometri che attraversano la Baviera e il Baden-Württemberg da Würzburg fino a Füssen, ai piedi delle Alpi. Borghi medievali, castelli da fiaba, campagna tedesca che sembra dipinta.

È un itinerario storico che esiste ufficialmente dal 1950 — è la più antica strada turistica della Germania — ed è diventato nel tempo un classico per chi vuole la Germania autentica, quella lontana dalle autostrade grigie e dagli ipermercati di periferia.

Noi l’abbiamo percorsa con un mezzo piccolo, e ha un sapore tutto suo: ti fermi ovunque, ti infili in ogni parcheggio, scompari in vicoli dove un mansardato da 8 metri non entrerebbe mai. Ma sia chiaro: in camper è un viaggio comodissimo. Le aree sosta sono tante e ben distribuite lungo tutto l’itinerario, le città sono collegate da belle strade statali che si guidano senza stress, e ogni tappa è facilmente raggiungibile: si dorme appena fuori dal centro e si entra a piedi — che è comunque il modo giusto di visitare questi borghi.


Da dove si comincia — e in che direzione?

La Romantische Straße si percorre tradizionalmente da nord a sud, partendo da Würzburg e arrivando a Füssen. Noi l’abbiamo fatta esattamente in questo senso — partendo da Bad Kissingen, che si trova poco a nord di Würzburg, è stata una continuazione naturale del viaggio di ritorno. Un caso fortunato di geografia.

La buona notizia per chi viaggia in camper: in Germania le autostrade sono gratuite per i veicoli privati, camper inclusi. Niente vignette, niente pedaggi (con rarissime eccezioni su tunnel specifici). Una cosa che non guasta mai, soprattutto se stai già pianificando le spese di viaggio. Se vuoi capire come funzionano vignette e pedaggi nei paesi che attraversi per arrivarci, ne abbiamo parlato qui: Austria, Svizzera e Germania.

Ma sulla Romantische Straße, in realtà, l’autostrada non la prendi quasi mai. Il bello è esattamente questo: la strada statale è la protagonista.


Quando andare (e quando invece armarsi di pazienza)

Diciamolo senza girarci intorno: questi sono posti turistici — chi più, chi meno. Rothenburg e Neuschwanstein giocano nella categoria dei luoghi da pullman con l’autista che tiene il motore acceso; Dinkelsbühl e Nördlingen respirano meglio, ma nessuna tappa della Romantische Straße è un segreto.

La variabile che cambia davvero il viaggio non è il mezzo: è il calendario. In alta stagione i borghi si riempiono a metà mattina e si svuotano al tramonto, gli Stellplatz più comodi vanno via presto e ai castelli si fa la fila anche solo per il parcheggio. Le mezze stagioni — tarda primavera, settembre, inizio ottobre — regalano le stesse pietre e le stesse luci con una frazione della gente, e per chi viaggia in camper significa anche scegliere il posto invece di accontentarsi.

Se l’estate è l’unica finestra che avete, nessun dramma: anche a noi è capitato più di una volta di non poter evitare una meta nel suo periodo più affollato. La contromossa è una sola e vale ovunque lungo l’itinerario — vivere i borghi all’alba e alla sera, quando i pullman sono già ripartiti e le vie tornano dei residenti e di chi ci dorme accanto. È l’ora in cui questi posti smettono di essere una cartolina e tornano veri. E dormirci a due passi, in camper, è esattamente il vantaggio che gli altri turisti non hanno.


Le tappe che non puoi saltare

Würzburg — l’inizio

Se parti da nord, Würzburg è il tuo biglietto da visita della Baviera. Una città universitaria vivace, con una Residenza Barocca patrimonio UNESCO che ti lascia a bocca aperta già dall’esterno. Il vecchio Ponte Principale sul Meno, le vigne che scendono fino al fiume — questa non è la Germania che ti aspetti.

Per il camper: la città ha diverse aree sosta nelle vicinanze del centro. Non aspettarti di parcheggiare in piazza, ma con un quarto d’ora di camminata raggiungi tutto.

Rothenburg ob der Tauber — il salto nel Medioevo

Eccola. La tappa che tutti citano, e che ti fa capire perché tutti la citano.

Rothenburg ob der Tauber è una città medievale rimasta quasi intatta — mura, torri, viuzze acciottolate, case a graticcio. Entrare a piedi (e a piedi conviene entrare: il centro storico è di fatto interdetto al traffico turistico) è come girare l’angolo e ritrovarsi nel 1400. Solo senza le epidemie, fortunatamente.

Il trucco per goderla davvero? Arriva la sera o la mattina presto. Di giorno, d’estate, i pullman turistici scaricano centinaia di persone all’ora. All’alba, la città è tua.

Lo Stellplatz più comodo è quello vicino all’ingresso principale: capienza discreta, servizi base, e sei a piedi dal centro in cinque minuti.

Dinkelsbühl — Rothenburg senza la folla

Pochi chilometri più a sud e molti meno turisti. Dinkelsbühl è spesso saltata da chi ha poco tempo, ed è proprio per questo che ci siamo innamorati. Le mura sono ancora intatte, la piazza del mercato ha quella calma che a Rothenburg ormai si trova solo prima dell’alba.

È anche una delle poche città della Romantische Straße dove ci siamo sentiti visitatori, non visitatori-tra-i-visitatori. Una differenza sottile ma enorme.

Nördlingen — la città nel cratere

Qui la storia cambia registro. Nördlingen sorge letteralmente dentro un cratere meteoritico di circa 15 milioni di anni fa — uno dei meglio conservati d’Europa. Le mura circolari che la circondano non sono una scelta architettonica: seguono il profilo del cratere.

Salire sulla torre Daniel (il campanile della chiesa di San Giorgio) regala una vista che spiega tutto d’un colpo: la città al centro, le mura tutt’intorno, e poi la campagna piatta che si estende fino all’orizzonte. Quella pianura è il cratere.

Per chi viaggia in camper, c’è un’area sosta appena fuori le mura, comoda e ben posizionata.

Augsburg — la grande città di mezzo

Augsburg è la svolta urbana del percorso. È una città vera, con traffico, tram che attraversano il centro, e un centro storico che mescola gotico, rinascimentale e barocco in modo un po’ caotico ma affascinante.

È anche la città dei Fugger — la famiglia di banchieri che finanziò imperatori e papi nel ‘500 — e di Fuggerei, il complesso di case popolari più antico del mondo ancora in funzione: fondato nel 1516, ospita ancora oggi famiglie in difficoltà con un affitto simbolico di 88 centesimi l’anno. Quella cifra non è un errore di stampa.

Per la sosta camper consigliamo le aree fuori dal centro: Augsburg ha traffico e ZTL da non sottovalutare.

Füssen e il Castello di Neuschwanstein — il gran finale

La Romantische Straße finisce a Füssen, ma la vera attrazione è pochi chilometri più su, nel paese di Schwangau: il Castello di Neuschwanstein, quello che ha ispirato il castello della Disney.

Non importa quante volte l’hai visto nelle foto: dal vivo è un’altra cosa. Sorge su un promontorio tra le foreste alpine come qualcosa che non dovrebbe esistere — e in effetti, fu costruito da Ludwig II di Baviera principalmente per abitarci da solo, in una specie di follia romantica diventata capolavoro.

L’area ha diversi parcheggi, inclusi alcuni Stellplatz attrezzati. D’estate prenota o arriva presto: il posto è giustamente popolarissimo.


Qualche consiglio pratico prima di partire

Le ZTL esistono. Quasi tutti i centri storici della Romantische Straße hanno zone a traffico limitato. Non ci sono eccezioni per i camper. Il meccanismo è sempre lo stesso: si parcheggia fuori, si entra a piedi, si vive meglio.

Gli Stellplatz tedeschi sono mediamente ben attrezzati e ragionevolmente economici. Si trovano facilmente con app come Park4Night o Stellplatz.de. Non aspettarti sempre scarico acque grigie, ma acqua e corrente di solito ci sono.

La Germania non richiede vignette per i veicoli privati sulle autostrade — ma se prima o dopo attraversi Austria, Svizzera o altri paesi europei, è un altro discorso. Qui trovi la mappa completa delle vignette europee.

Il meteo in Baviera è ballerino. Anche in estate, una giacca impermeabile non è mai uno spreco.


Il punto di partenza: Bad Kissingen

Come vi dicevamo, la Romantische Straße per noi è nata come viaggio di ritorno da Bad Kissingen e dall’Abenteuer & Allrad — e quella che doveva essere solo una strada per tornare a casa si è trasformata in uno dei pezzi migliori dell’intero viaggio.

Se state pianificando di andare a Bad Kissingen, segnatevi già la Romantische Straße come rientro. Ve ne pentirete solo se avete fretta — e il viaggiatore, per fortuna, non conosce quella parola.

Nemmeno quando guida un Doblò.


Siete già stati sulla Romantische Straße? Scriveteci nei commenti la tappa che vi ha colpito di più — siamo sempre curiosi di sentire le vostre versioni della stessa storia.

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