Sommario
- Visitare il Bunker Soratte: la storia sotto la montagna
- La Decauville Bunker Soratte: il treno storico nelle gallerie
- Al Soratte col camper: consigli tecnici su strade, parcheggio e salite
- Cosa vedere a Nazzano Romano: natura, borgo e dove mangiare
- Informazioni, convenzioni e agevolazioni per camperisti
- Perché questo itinerario funziona
Alcune soste in camper servono solo a dormire. Altre cambiano il senso del viaggio.
Il Bunker del Monte Soratte appartiene alla seconda categoria. È una meta perfetta per un weekend fuori porta da Roma, ma anche una tappa intelligente per chi percorre l’autostrada A1 in entrambe le direzioni: l’uscita Ponzano Romano–Soratte è a pochi chilometri dalle gallerie, eppure in pochi ci pensano. Una montagna che nasconde storie di guerra e un silenzio che pesa — raggiungibile senza stravolgere l’itinerario, ma che richiede un minimo di pianificazione, soprattutto con un mezzo ricreazionale.
Qui trovi una guida concreta: cosa aspettarti dalla visita, come arrivarci senza stress, e come sfruttare il tempo “in superficie” con una tappa a Nazzano Romano, tra natura, borgo e buon cibo.
Visitare il Bunker Soratte: la storia sotto la montagna
Una città sotterranea: il progetto e la costruzione

Il Bunker Soratte nasce da un’ossessione per la sicurezza e da un progetto (che oggi definiremmo visionario, e per certi versi folle) studiato per mettere in sicurezza i componenti del governo in caso di minacce belliche permettendo il proseguimento delle attività da una località protetta. Il disegno originale prevedeva cinque lotti di gallerie per un totale di quattordici chilometri di tunnel interconnessi: una vera città sotterranea.

I lavori iniziarono nell’autunno del 1937 per volere di Mussolini, sotto la direzione del Genio Militare di Roma. Ufficialmente si costruivano le “Officine Protette del Duce“, una definizione volutamente generica, pensata per non attirare attenzioni indesiderate. A scavare nella roccia calcarea del monte fu un migliaio di operai, molti provenienti dal Nord-Est d’Italia perché più esperti nei lavori di mina. Si lavorava senza sosta, su tre turni da otto ore, sette giorni su sette, avanzando metro dopo metro con esplosivo, carrelli e forza bruta.

Quando i lavori si interruppero nel 1943, erano stati completati poco più di quattro chilometri di gallerie. Ma il dato impressionante non è tanto la lunghezza quanto la volumetria: 360.000 metri cubi completamente interrati, che rendevano il complesso una delle opere militari ipogee più vaste d’Europa già all’epoca.
L’occupazione nazista e il comando di Kesselring
Dopo l’8 settembre 1943, la storia del bunker cambia volto. Le truppe della Wehrmacht occuparono le gallerie e vi installarono l’Oberbefehlshaber Süd, il Comando Supremo del Sud-Ovest. Da qui il feldmaresciallo Albert Kesselring diresse per quasi un anno tutte le operazioni militari contro l’avanzata alleata in Italia.




Un quartier generale nascosto nella pancia di una montagna, invisibile dall’alto. Ma non abbastanza. Il 12 maggio 1944 gli Alleati individuarono la posizione e scatenarono un bombardamento massiccio: i B-17 Flying Fortress (Fortezze Volanti) della US Air Force sganciarono 240 bombe sul Soratte. Le gallerie resistettero. Strutturalmente non cedette nulla. I tedeschi abbandonarono il sito solo nel giugno successivo, con la caduta di Roma.
Dalla Guerra Fredda al bunker antiatomico

Dopo il conflitto il Bunker Soratte entrò in una lunga fase di oblio, alternata a riutilizzi riservati. Fino al 1967 le gallerie furono impiegate dall’Esercito Italiano come deposito di munizioni. Poi, in piena Guerra Fredda e sotto il governo Moro, prese forma un nuovo progetto: trasformare una porzione del complesso — poco più di un chilometro — in un rifugio antiatomico destinato alle alte cariche dello Stato, dotato di un solo varco di accesso nella zona più interna della montagna protetto da ben due porte di acciaio balistico riempite con calcestruzzo del peso di ben 4 tonnellate ciascuna.
Per resistere a un’esplosione nucleare vennero installati oltre 2.500 isolatori sismici in acciaio e neoprene, progettati per dissipare l’energia d’urto. Furono rinforzate le gallerie con l’aggiunta di un nuovo strato di calcestruzzo, portando lo spessore delle pareti anche fino a tre metri ed oltre, ed isolato dal precedente per evitare contaminazioni radioattive. Ogni sezione fu poi chiusa mediante un “tappo” di cemento armato dalle impressionanti dimensioni di 8 metri di spessore. Il principio era semplice e ingegnoso: consentire alla struttura di rimanere isolata dall’esterno e contestualmente di oscillare senza collassare. I lavori proseguirono fino ai primi anni Settanta, poi si fermarono, non completamente ultimati, con l’avvio della distensione diplomatica internazionale.
Il recupero: da luogo dimenticato a museo diffuso
Per decenni il bunker rimase chiuso, avvolto nel silenzio e nelle leggende locali: l’oro sottratto alla Banca d’Italia, i tunnel infiniti, i fantasmi dei soldati tedeschi. Nel 2001 il Comune di Sant’Oreste riacquisì l’area, ma il vero motore del recupero è stata l’Associazione Bunker Soratte, un gruppo di volontari guidato dall’architetto Gregory Paolucci, poi divenuto anche sindaco del paese.
Hanno ripulito le gallerie, messo in sicurezza i percorsi, ricostruito gli allestimenti e raccolto testimonianze. Il risultato è un museo diffuso che oggi accoglie migliaia di visitatori ogni anno. Non una rievocazione patinata, ma un pezzo di storia restituito così com’era.
La visita è sempre guidata e segue un percorso a piedi all’interno delle gallerie principali. Non è una visita spettacolare nel senso turistico del termine: è fredda, concreta, densa di peso. In queste gallerie si sono consumate vite e decisioni che hanno segnato la storia. È un luogo che chiede rispetto — e proprio per questo lascia il segno.
Le date di apertura non sono fisse: il calendario ufficiale prevede principalmente le domeniche, ma include anche festivi e giornate speciali. La prenotazione della visita guidata è sempre obbligatoria.
La Decauville Bunker Soratte: il treno storico nelle gallerie
Dal novembre 2024 inoltre, il Bunker Soratte offre un’esperienza unica in Europa: la Decauville, una ricostruzione moderna della ferrovia a scartamento ridotto utilizzata durante i lavori di scavo. È il primo treno di questo tipo a percorrere un sito fortificato sotterraneo della Seconda guerra mondiale.
Non va confusa con il tour guidato standard: si tratta di un’esperienza separata, con biglietto dedicato, disponibile solo in alcune date e acquistabile direttamente in biglietteria il giorno stesso, in base alla disponibilità.
Il percorso si sviluppa su un anello di 700 metri e consente di visitare 2,5 chilometri di gallerie altrimenti inaccessibili. Il treno trasporta fino a 34 persone e prevede due giri consecutivi: il primo mostra lo stato attuale delle gallerie, con allestimenti e ricostruzioni storiche; il secondo — tramite visori di realtà virtuale — riporta il visitatore indietro nel tempo, dentro l’atmosfera dell’occupazione tedesca e del bombardamento del 1944.
È un percorso più tecnico che narrativo, pensato per chi vuole comprendere le reali dimensioni del complesso e immergersi nella sua storia con un livello di coinvolgimento diverso.
Consiglio pratico: se vuoi fare entrambe le esperienze (tour a piedi + Decauville), arriva presto e verifica gli orari in biglietteria. I posti sul treno sono limitati e non è garantita la disponibilità in tutte le giornate di apertura.
Al Soratte col camper: consigli tecnici su strade, parcheggio e salite
Arrivare al Soratte in camper è assolutamente possibile, ma va fatto con consapevolezza tecnica. Il percorso più diretto è quello dall’Autostrada A1, con uscita a Ponzano Romano–Soratte. Da qui si affrontano otto chilometri di salita verso Sant’Oreste, con pendenze che in alcuni tratti raggiungono il 10–12%. La strada, in molti tratti dissestata, è percorribile anche con camper mansardati, ma richiede un mezzo in ordine e una guida attenta.
L’alternativa è la SS3 Flaminia, che consente di evitare il pedaggio ed è più panoramica, ma ha tratti ed attraversamenti di centri abitati che possono risultare meno confortevoli per un camper.
Arrivati a Sant’Oreste è bene fare attenzione: il centro storico presenta svolte strette. La soluzione più comoda è dirigersi verso Viale Europa, dove gli spazi sono più ampi e adatti ai mezzi ricreazionali. Da qui si prosegue a piedi verso l’ingresso del bunker non molto lontano.
Per chi preferisce semplificare la logistica, l’Area Sosta Camper Manivera, a Rignano Flaminio, è molto più di un semplice parcheggio. È una base operativa per esplorare l’intera zona tra la Valle del Tevere e la Tuscia senza dover spostare il camper ogni giorno.
L’area è convenzionata con il Bunker Soratte e offre un servizio navetta (gestito a offerta libera) che risolve diversi problemi pratici:
- Bunker Soratte: collegamento diretto al sito, evitando la salita al 12% con il camper.
- Roma: navetta per la vicina stazione ferroviaria, da cui si raggiunge Roma Piazzale Flaminio in treno — il mezzo resta in custodia.
- Calcata: gite organizzate verso il borgo degli artisti, aggirando i noti problemi di parcheggio della zona.
- Catacombe di Santa Teodora: in collaborazione con la Proloco di Rignano Flaminio, visite guidate a questo sito ipogeo meno conosciuto ma di grande valore storico.
È una scelta sensata per chi non vuole affrontare la salita con il camper, per chi vuole visitare Roma senza stress, o per chi preferisce lasciare il mezzo in sosta e muoversi con maggiore tranquillità. In alternativa, dalla Manivera è sempre possibile spostarsi con il proprio camper verso Sant’Oreste in una quindicina di minuti.
AREA SOSTA MANIVERA 42.1827, 12.4704 (lat, lng) N 42°10’57.8064” E 12°28’13.4148” 1a Località Monte Cerasa 00068 Rignano Flaminio (ROMA)
Dove mangiare a Sant’Oreste
Anche nei pressi del bunker non mancano le alternative. Il Ristorante Al Campanile, in centro, è una trattoria classica con cucina locale. La Perla del Soratte, in località Noceto, offre un’atmosfera più riservata. Per una pizza dopo la visita, la Pizzeria Pelucco in Piazza Italia è il punto di riferimento del paese. Chi cerca qualcosa di più informale può provare il Mangiafuoco Eatery, in piazza.
ALESSANDRO AL CAMPANILE Via Filippo Leoni, 8 00060 Sant'Oreste (RM) Tel: +39 338 842 8685 (Nota: aperto principalmente nel weekend) LA PERLA DEL SORATTE Viale Noceto, 2 00060 Sant'Oreste (RM) Tel: +39 0761 578175 PIZZERIA PELUCCO Piazza Italia, 6 00060 Sant'Oreste (RM) Tel: +39 0761 579734 MANGIAFUOCO EATERY P.za Principi di Piemonte, 1 00060 Sant'Oreste (RM) Tel: +39 0761 578768
Cosa vedere a Nazzano Romano: natura, borgo e dove mangiare
Se il bunker è il fulcro della visita, Nazzano Romano è ciò che rende la sosta completa. Il borgo è piccolo e ordinato, ideale per una passeggiata senza fretta lungo l’unica strada a spirale che conduce al Castello Savelli, da cui si apre una bella vista sulla valle del Tevere.
All’interno del complesso del castello si trova anche il Museo del Fiume, utile per comprendere meglio il contesto naturalistico e ambientale dell’area.
La Riserva Tevere-Farfa e il parcheggio diurno
La Riserva Naturale Regionale Tevere-Farfa è perfetta per una passeggiata prima o dopo pranzo. I percorsi sono pianeggianti e adatti a tutti.
Per chi arriva in camper è disponibile un parcheggio segnalato su Park4Night (ID 70630), utilizzabile come sosta diurna e sfruttabile per la pausa pranzo. Non è un’area attrezzata e il pernottamento non è consentito. Nei mesi più umidi il fondo può risultare fangoso — da tenere a mente se hai un mezzo pesante.
Dove mangiare a Nazzano
Chi non ha voglia di pranzare in camper può contare su alcune buone opzioni. La Terrazza di Nazzano è indicata per chi cerca una vista aperta e una cucina semplice. L’Eco del Tevere è comoda se si arriva dalla riserva o si vuole restare immersi nel verde. Per chi ama la carne alla brace, l’Agriturismo Il Casaletto è una scelta solida.
LA TERRAZZA SUL TEVERE Località Albuccione, snc 00060 Nazzano (RM) Tel: +39 393 306 7132 Nota: Perfetto per la vista panoramica sulla Valle del Tevere. ECOTURISMO TEVERE FARFA (L'Eco del Tevere) Via della Vecchia Fornace, 2 00060 Nazzano (RM) Tel: +39 0765 331757 Nota: Immerso nella Riserva Naturale, ideale per chi cerca prodotti biologici e relax. AGRISTORANTE IL CASALETTO Strada Grottana, 9 01026 Grotte Santo Stefano (VT) Tel: +39 0761 367077 Nota: Sebbene si trovi a circa un'ora da Nazzano, è una tappa obbligatoria per gli amanti della carne alla brace e della Tuscia.
Informazioni, convenzioni e agevolazioni per camperisti
Sono previste agevolazioni sul contributo di ingresso per i visitatori appartenenti al Camper Club Italiano A.P.S., ai possessori di APC Gold Card, ai soci di Tanta Strada in Camper Club A.P.S. e del Touring Club Italiano. È necessario presentare un documento di appartenenza al momento dell’ingresso. Le convenzioni possono variare nel tempo, quindi per l’elenco aggiornato è sempre consigliabile fare riferimento alla documentazione ufficiale del Bunker Soratte.
VISITARE IL BUNKER SORATTE - INFO PRATICHE ASSOCIAZIONE BUNKER SORATTE Viale Europa (ingresso al "Percorso della Memoria") 00060 Sant’Oreste (RM) CONTATTI PER PRENOTAZIONI Tel/WhatsApp: +39 380 383 8102 Email: prenotazioni@bunkersoratte.it Sito ufficiale: bunkersoratte.it APERTURE E ORARI - Giorni: Principalmente le domeniche e i giorni festivi - Modalità: Esclusivamente tramite visita guidata con prenotazione obbligatoria. - Calendario: Consulta sempre il calendario aggiornato sul sito ufficiale per le date effettive.
TARIFFE 2026 (CONTRIBUTO D'INGRESSO) - Intero (Adulti): € 12,00 - Ridotto (7-17 anni, studenti universitari): € 8,00 - Convenzioni (Camper Club, etc.): € 10,00 - Gratuito: Minori di 7 anni e disabili (titolari L. 104)
DETTAGLI TECNICI DELLA VISITA - Durata: Circa 2 ore. - Lunghezza percorso: 1,3 km, completamente pianeggiante. - Accessibilità: Fruibile anche da persone con difficoltà motorie (sono previsti percorsi alternativi se necessari). - Termine Prenotazioni: Le richieste vanno inviate entro le ore 13:00 del sabato precedente la visita. - Esperienza Decauville: Il tour sul trenino storico è un’esperienza separata con regolamenti e costi dedicati (da verificare in biglietteria).
Perché questo itinerario funziona
Perché unisce due cose che raramente stanno insieme: la comodità logistica e un’esperienza che lascia qualcosa. Non è una deviazione da giustificare, è una sosta che ha senso sia per spezzare un lungo viaggio, sia per un weekend fuori porta per far sgranchire le gomme ai nostri camper. Natura, storia, nessun chilometro sprecato!
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