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Viaggi

Bulgaria in Camper: Sofia e il Gran Finale tra rocce aliene

Vista panoramica delle formazioni rocciose di Belogradchik in Bulgaria, con la scritta in cirillico in primo piano tra gli alberi

Nella prima parte del nostro viaggio in Bulgaria in camper abbiamo esplorato il nord autentico del paese: da Veliko Tarnovo con il suo fascino medievale, passando per il ponte coperto di Lovech, fino al monumento sovietico di Buzludzha e alla città delle rose Kazanlâk. Un itinerario che ci ha fatto innamorare della Bulgaria più genuina, quella dei ritmi lenti e delle scoperte inaspettate.

Ma il nostro viaggio in camper attraverso la Bulgaria non poteva concludersi senza aver toccato il cuore pulsante del paese e vissuto quello che si rivelerà il finale più spettacolare di tutta l’avventura. Da Kazanlâk, con il profumo delle rose ancora nelle narici, ci siamo diretti verso sud: destinazione Sofia, la capitale dai mille volti, e poi a ovest verso Belogradchik, per un gran finale che non dimenticheremo facilmente.

Sofia: un crocevia di storie e spiritualità maestose

Arrivando a Sofia… il panorama

Spesso sottovalutata rispetto ad altre capitali europee, Sofia è una città che non si rivela al primo sguardo. Unisce l’antica Serdica romana alla grandiosità ortodossa, le cicatrici del periodo comunista alla vivacità di una capitale moderna e cosmopolita. È un luogo dove ogni angolo nasconde una storia, dove le epoche si sovrappongono in un affascinante mosaico che chiede solo di essere esplorato con curiosità e senza fretta.

Dopo un viaggio non troppo lungo da Kazanlâk, siamo arrivati a Sofia nel primo pomeriggio. Abbiamo scelto di sostare in un’area camper fuori dal centro ma ben collegata, e da lì, comodamente, abbiamo raggiunto la città in autobus, pronti a immergerci nella sua vibrante atmosfera.

Mercati e vita quotidiana a Sofia

Appena scesi nei pressi del centro, il primo impatto è stato con lo Zhenski Pazar (il Mercato delle Donne): un turbine di suoni, colori e profumi che ci ha subito catapultati in una realtà vera e vivace, lontana anni luce dalle piazze patinate. Questo mercato, il più antico di Sofia, è stato fondato subito dopo la liberazione della Bulgaria dal dominio ottomano nel 1878. È un luogo che pulsa di vita quotidiana e di storia, un crocevia di etnie e storie dove tra banchi traboccanti di frutta e verdura fresca, montagne di spezie profumatissime, erbe mediche essiccate e bancarelle di ogni genere, l’andirivieni incessante della gente del posto creava un’atmosfera quasi caotica ma irresistibile. È qui che si respira la vera Sofia popolare, un primo, intenso assaggio del suo battito.

A pochi passi, un altro edificio storico cattura l’attenzione: il Central Sofia Market Hall (Halite). Un tempo mercato coperto storico, costruito nel 1911 in stile neorinascimentale e neobizantino per essere il principale centro commerciale della città, oggi la sua struttura interna ospita un moderno centro commerciale e negozi, ma la sua imponente architettura esterna e l’atmosfera vivace ne fanno ancora un punto di riferimento cittadino.

Central Mineral Baths di Sofia

Di fronte, la maestosa Banya Bashi Mosque, unica moschea attiva della capitale, costruita nel 1576 su progetto del leggendario architetto ottomano Mimar Sinan. Il suo nome, “molte terme”, è un richiamo diretto alle sorgenti termali sotterranee, i cui vapori si intravedono ancora fuoriuscire dal terreno proprio qui, nel cuore urbano. La sua cupola armoniosa e il minareto slanciato dominano la piazza, che ospita anche l’elegante edificio delle ex terme centrali, oggi sede del Museo di Storia di Sofia. Questo gioiello neobizantino, riccamente decorato, è stato per anni un punto di ritrovo per la città prima di essere restaurato e riconvertito nel 2015.

Il Largo e le memorie del socialismo

Proseguendo verso il cuore nevralgico della città, ci siamo addentrati nella zona del Largo, uno dei complessi architettonici più emblematici del periodo socialista. Qui si affacciano imponenti edifici governativi come il Palazzo del Consiglio dei Ministri, l’ex edificio del Partito Comunista e quello della Presidenza della Repubblica. Questa vasta piazza monumentale – spesso indicata semplicemente come “Largo” – non è solo il simbolo del potere recente, ma si apre anche su un passato remoto: al di sotto, e visibili attraverso vetrate e scavi all’aperto, si celano i resti archeologici dell’antica Serdica, a testimonianza delle profonde radici romane della città.

Quasi nascosta all’interno di questo complesso imponente, incastonata tra i palazzi governativi, si trova un vero gioiello di semplicità: la Rotonda di San Giorgio. Questa piccola chiesa in mattoni rossi del IV secolo, considerata l’edificio più antico di Sofia, colpisce per la sua atmosfera raccolta e quasi mistica. Gli affreschi all’interno, risalenti a varie epoche, sono ancora visibili e narrano secoli di spiritualità e storia bulgara.

Da lì, ci siamo mossi lungo Vitosha Boulevard, il viale principale di Sofia, elegante e interamente pedonale, con l’imponente profilo del monte Vitosha che si stagliava all’orizzonte. La passeggiata è stata piacevole e rilassata, tra caffè all’aperto che invitavano a una pausa, librerie e negozi locali. E proprio mentre esploravamo le vie di Sofia, siamo rimasti sorpresi dalla quantità e dalla qualità della street art e dei murales. Grandi, colorati e spesso con un messaggio, sono un’esplosione creativa che anima le pareti della città, trasformando angoli anonimi in vere e proprie gallerie a cielo aperto.

Chiesa Russa di San Nicola il Taumaturgo

Le chiese e la spiritualità ortodossa

Proseguendo la nostra esplorazione spirituale, siamo arrivati alla Chiesa Russa di San Nicola il Taumaturgo, costruita all’inizio del XX secolo per servire la comunità russa della capitale. La chiesa, con le sue inconfondibili cupole dorate e il tetto verde smeraldo, è un perfetto esempio di stile revival moscovita, un inatteso scorcio di Russia nel cuore dei Balcani. All’interno, tra affreschi delicati e luci soffuse, si percepisce un’intensa e quasi eterea spiritualità. Nella cripta si trova la tomba di San Seraphim Sobolev, venerata da molti fedeli che vi lasciano biglietti di preghiera nella speranza di miracoli.

Ultima tappa, ma senza dubbio la più imponente e grandiosa: la Cattedrale di Aleksandr Nevskij. Costruita in stile neobizantino per commemorare i soldati russi caduti nella guerra di liberazione contro l’Impero Ottomano, le sue dimensioni colossali, le cupole dorate e l’interno riccamente decorato con marmi, icone e affreschi la rendono uno dei simboli più noti e fotografati della Bulgaria. Sotto la cattedrale, una cripta ospita un importante museo di icone ortodosse che merita una visita approfondita.

Dal NDK alla scoperta di una città sorprendente

Infine, la nostra esplorazione di Sofia si è conclusa con una visita al National Palace of Culture (NDK). Costruito nel 1981 per celebrare i 1300 anni dello stato bulgaro, è il più grande centro congressi ed esposizioni dell’Europa sud-orientale. Questo imponente edificio, simbolo dell’architettura brutalista socialista, con i suoi spazi aperti e le fontane, testimonia l’ambizione e la visione del passato regime, ma oggi è un vivace fulcro culturale che ospita eventi di ogni tipo.

Sofia, tappa imperdibile per chi attraversa la Bulgaria in camper, ci ha sorpresi per la sua incredibile varietà: dalle radici romane alle memorie ottomane, dai fasti ortodossi alle architetture socialiste e contemporanee, è una città che unisce mondi lontani in pochi isolati, invitando a una scoperta continua. Dopo una giornata così intensa, il ritorno al camper, sempre via autobus, è stato accompagnato da quella piacevole stanchezza che solo i luoghi ricchi di storia e contrasti sanno regalare, un invito a metabolizzare le tante impressioni di questa capitale inaspettata.

 

INFORMAZIONI UTILI

A Sofia, come in tutte le grandi città, abbiamo scelto un posto meno “wild” dove pernottare e dove lasciare il camper in sicurezza durante la visita alla città. Abbiamo scelto un’area camper a circa 20 euro a notte, fuori dal centro ma ben collegata con autobus per il centro città. Un po’ piccolina, ma dotata di carico e scarico: CARAVAN PARK SOFIA

Belogradchik: l’apoteosi del viaggio tra rocce aliene e fortezze incastonate

Belogradchik
Belogradchik al tramonto

La magia delle rocce al tramonto

Lasciata Sofia, ci siamo diretti a ovest, verso un finale di viaggio in Bulgaria che prometteva di essere spettacolare: Belogradchik. Già la strada, tra curve e tornanti, ci ha regalato le prime visioni mozzafiato. Scorgendole tra gli alberi, le imponenti formazioni rocciose di Belogradchik (Patrimonio UNESCO) ci sono subito apparse come un paesaggio alieno, qualcosa di mai visto prima, che ti rapisce lo sguardo e ti fa intuire la grandezza del luogo che stai per esplorare.

Per la nostra sosta camper, abbiamo scelto un’immersione totale nella natura: un immenso prato in mezzo al bosco, dove al mattino partono le mongolfiere per i loro giri panoramici. Un luogo di una pace surreale, perfetto per rilassarsi dopo il dinamismo della capitale e per sentire il respiro della montagna, un vero e proprio abbraccio verde che ha rigenerato il nostro spirito nomade.

Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per goderci un tramonto infuocato che ha dipinto le rocce di rosso e arancio, un primo assaggio della loro straordinaria presenza. L’atmosfera era già surreale, di grandezza e imponenza, un giusto mix che preannunciava la meraviglia. Proprio per cogliere la luce migliore, abbiamo deciso di visitare la fortezza il giorno seguente, sfruttando le magiche tonalità del tramonto anche per l’esplorazione.

La Fortezza Kaleto incastonata tra le rocce

La Fortezza di Belogradchik (o Kaleto), incastonata tra queste formazioni rocciose uniche, è un luogo davvero straordinario. Non è solo un monumento: è una scultura naturale e umana insieme, perfettamente integrata con le rocce che la inglobano, quasi fosse nata da esse. La sua posizione strategica tra le rocce ha reso questo luogo un baluardo difensivo sin dall’epoca romana, poi ampliato dai bizantini, dai bulgari medievali e dagli ottomani, una fortezza considerata quasi inespugnabile. La visita è impegnativa, con scale che si arrampicano tra le rocce e sentieri scoscesi, ma ogni sforzo è ripagato: se ce l’abbiamo fatta noi, potete farcela tutti! Dai suoi bastioni e dai punti più alti, si apre un panorama vastissimo sulle formazioni rocciose e sulla valle sottostante, una vista che ti fa sentire piccolo di fronte alla maestosità della natura e della storia. Un luogo dove l’adrenalina dell’esplorazione si fonde con la contemplazione.

Belogradchik è stata per noi l’apoteosi del viaggio, un ricordo che rimarrà a lungo impresso, l’ennesima conferma che la Bulgaria è un paese capace di sorprendere con una magnificenza che non si ostenta, ma si rivela a chi sa cercarla.

Con la meraviglia di Belogradchik ancora negli occhi, uno dei paesaggi più straordinari che il nostro viaggio ci abbia regalato, è giunto il momento di tirare le somme di questa inattesa avventura.

INFORMAZIONI UTILI

Ci sono molti spot immersi nella natura in tutta la zona, ma visto che non era alta stagione ed eravamo pressoché l’unico camper in zona, abbiamo optato per una sosta libera nella spianata tra le formazioni rocciose. Parcheggiati, ovviamente, in modo da non dare disturbo alle mongolfiere che al mattino da qui partono per un giro panoramico delle formazioni rocciose.

La Bulgaria che non ti aspetti

Un paese autentico e accogliente

Arrivati in Bulgaria con un misto di curiosità e qualche pregiudizio residuo, possiamo dirlo senza esitazioni: è un paese che ci ha stupiti, superando ogni aspettativa. L’immagine di una Bulgaria meno “levigata” e turistica rispetto alla Romania si è rivelata una realtà di profonda genuinità e una magnificenza meno appariscente, ma proprio per questo più gratificante. Qui la cultura è vera, non “costruita” per il visitatore, ma semplicemente vissuta, offrendo un’immersione sincera nella vita quotidiana.

Le persone, pur non sempre facili da approcciare a causa della barriera linguistica (il cirillico sui cartelli e la lingua bulgara sono stati i nostri “piccoli ostacoli” quotidiani), si sono rivelate accoglienti e disponibili, specialmente al di fuori delle grandi città. Ogni sorriso, ogni tentativo di comunicazione, ogni aiuto inaspettato ha reso il viaggio più umano e vero.

Viaggiare in camper in Bulgaria

Dal punto di vista pratico per noi camperisti, la Bulgaria si è dimostrata un’ottima destinazione. Il cibo è delizioso, con sapori robusti e sinceri, e i costi sono generalmente più contenuti rispetto all’Europa occidentale. Per quanto riguarda l’acqua e lo scarico delle acque grigie e nere, abbiamo riscontrato qualche difficoltà in più rispetto ad altri paesi europei, ma non è impossibile trovare soluzioni: le aree camper designate offrono spesso questi servizi, e anche alcuni distributori di carburante o aree di servizio si sono dimostrati disponibili a riempire l’acqua. L’accoglienza camper in generale è stata sorprendentemente buona, con molte possibilità di sosta in luoghi tranquilli e immersi nella natura, permettendoci quella libertà e quel contatto con il territorio che tanto amiamo.

La Bulgaria è un paese che si lascia scoprire lentamente, che chiede al viaggiatore di rallentare, osservare e superare le prime impressioni per cogliere la sua vera essenza. Un viaggio che, come le sue montagne silenziose e le sue città resilienti, ti lascia con un bagaglio ricco di nuove prospettive e la voglia di tornare.

Romania e Bulgaria a confronto: due volti genuini dell’Est

Questo viaggio ci ha permesso di esplorare due anime genuine dell’Est Europa, la Romania e la Bulgaria, scoprendo quanto siano diverse tra loro pur condividendo un fascino inaspettato. Se la Romania ci ha affascinati con i suoi borghi medievali fiabeschi e l’eleganza mitteleuropea delle sue città, la Bulgaria ci ha sorpresi con paesaggi più selvaggi, una spiritualità intensa e una storia spesso silenziosa ma potente. Entrambi i paesi offrono un’esperienza di viaggio in camper ricca di scoperte, lontano dalle folle e a contatto con una realtà genuina e accogliente.

Vi abbiamo incuriosito? Ripartite dall’inizio di questa avventura nell’Est Europa:

L’intera serie del viaggio:

  1. I primi passi nell’Europa dell’Est
  2. Transfăgărășan e Bucarest
  3. Il nord autentico tra storia e spiritualità
  4. Sofia e il gran finale (questo articolo)

La Bulgaria si è rivelata una scoperta inaspettata, un paese che sa regalare emozioni vere a chi viaggia con il cuore aperto. Dalle cittadine medievali del nord alla capitale multiculturale, fino alle rocce aliene di Belogradchik, ogni tappa ci ha arricchiti con la sua unicità.

Il nostro consiglio? Non fermatevi alle apparenze. La Bulgaria merita tempo, curiosità e la voglia di andare oltre i luoghi comuni. Vi ricompenserà con ricordi indimenticabili.

Grazie per aver viaggiato con Carruca Dormitoria: l’Est Europa vi aspetta, pronta a sorprendervi con la sua autenticità!

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